giovedì, 08 maggio 2008

Voci

Arriva la tua voce da lontano, a sfiorarmi dentro la sera. Parli nel tuo modo deciso, hai un timbro caldo. Scivoli dentro i miei pensieri. In piedi davanti a una vetrina sorrido a dei manichini noncuranti, col cellulare tra i capelli. Ti dico ciao cento volte, staccare è uno strappo.
Raggiungo l’auto e faccio i gesti automatici di sempre: esco dal parcheggio, aziono la freccia, mi immetto sulla statale. Confronto la temperatura segnata sul cruscotto con quella riportata sul display di un negozio. Accendo la radio senza ascoltarla, la tua voce galleggia dentro la mia mente. Mi è sempre piaciuto il modo in cui dici Stefania. Si dovrebbe dare importanza al modo in cui qualcuno pronuncia il nostro nome, l’intonazione ha a che fare con le corde, forse anche quelle invisibili del cuore.
La suoneria del cellulare si sovrappone alle note di una canzone, rispondo di malavoglia. Una voce stridula mi porta via il tono della tua: una collega. Mi dice che mancherà dall’ufficio per un‘altra settimana. La sua assenza ha aumentato il mio carico di lavoro, ma non lascio spazio alla stizza. La liquido in fretta, le dico:- Scusa, sto guidando. Le dico:- Ti richiamo. Riprendo subito il filo del pensiero di te.


Miljenko Bengez

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categoria:amore, donne
lunedì, 05 maggio 2008

Evasione

Sulla riva del mare mi diverto a osservare un ragazzino che gioca col suo cane, corrono a perdifiato nello spazio largo della spiaggia. Li guardo allontanarsi, entrambi hanno l’aria molto felice.
Muovo dei passi e sfioro col piede una pecora di plastica, semisepolta nella sabbia. Sembra una di quelle che si mettono nei presepi. Forse non le andava di starsene chiusa in una scatola, ad aspettare l’ennesimo Natale. Credo che sia scappata. All’attesa senza prospettive dentro uno spazio angusto, probabilmente ha preferito l’odore che prende il vento davanti alla vastità del mare.
Mentre cammino penso a quanto sia importante non smettere mai di cercare la direzione giusta per noi, per non rischiare che la nostra vita si copra di un velo di polvere o di muffa.

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categoria:pensieri, mare, bambini, vita, diario, animali
lunedì, 28 aprile 2008

Amiche on the road

-Sai cosa dice mia figlia?
-Cosa dice?
-Magari alla tua età fossi come te, mamma.
-Chi l’avrebbe mai detto che tua figlia facesse uso di droghe pesanti!
-Simpaticona.
-Comunque, guarda che anche Cesare, quando mi metto in tiro, dice che sono gnocca.
-Chi l’avrebbe mai detto che avesse un principio di demenza senile!
-Smettetela di punzecchiarvi. Siamo tre donne intelligenti, il resto non conta.
-Presto, dalle una badilata prima che aggiunga che siamo soprattutto belle dentro.
-Ma per favore.
-Piuttosto, non vi pare che questi jeans mi facciano un bel culo?
-Sì, bellissimo; della serie: Dietro ti tenta, davanti ti spaventa.
-Questa è nuova, ero rimasta a: Dietro liceo, davanti museo.
-Ma volete piantarla?
-Ehi, guardate come sono arzille quelle due settantenni. Noi fra trent’anni saremo così, eh.
-Grazie tante.
-Sì, però, adesso che ci penso, sono solo due. Fra trent’anni chi di noi sarà venuta a mancare?
-Mavaccag…

Maggiore consapevolezza raggiunta nei confronti del resto del mondo in seguito alla tre giorni al femminile:
Io sono così. Se ti va bene, altrimenti vedi d'andartene...

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categoria:donne, diario, vacanze, amiche, dialoghi
martedì, 22 aprile 2008

Coincidenze

Una volta ero più distratta, anni fa, intendo. Ero meno attenta ai particolari e non facevo mai caso alle coincidenze. La realtà, se la si attraversa di fretta, non sembra offrirne molte.
Poi, non lo so bene cosa sia successo, ma si sono materializzati volti e nomi che sembravano chiusi via per sempre dentro qualche stipo della memoria. Si sono succeduti eventi concatenati, come tappe obbligate del percorso indicato da una mappa. Coincidenze. E ho avuto la precisa sensazione di aver mosso anni di passi al solo scopo di tornare nel punto dal quale, mio malgrado, mi ero mossa per andare via. Credevo fossero troppi i chilometri ma, senza saperlo, ho coperto tutta la distanza che serviva a raggiungerti.
Ti ho trovato lì ad aspettarmi.
Ti è sfuggito un finalmente.

“Per un nonnulla può cambiare tutta una vita. O restare uguale” (Antonio Tabucchi - Il gioco del rovescio)


Henri Matisse

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categoria:telenovelas
giovedì, 17 aprile 2008

Due donne parlano di un’amica:

-Vorrei essere come lei, che non se la prende per nulla.
-Non è vero che non se la prende per nulla, diciamo che si sceglie le sue battaglie.

(dal film Friends with money)

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categoria:donne, amiche, dialoghi
lunedì, 14 aprile 2008

Ragazze interrotte

Mi piace perdermi in chiacchiere con i negozianti. Ma c’è un però. Come ogni maestra, da anni tengo lezioni su semi che diventano alberi, uova da cui sbucano pulcini, fragole che finiscono spiaccicate in marmellate. L’alienazione professionale mi costringe a immaginare il curriculum vitae praticamente di ogni cosa. Perciò, dovendo comprare, che ne so… un attaccapanni, una volta entrata nel negozio sarei capace di partire in quarta con sciocche trafile di boscaioli-segherie-mobilifici mettendo una nota al commesso, sul blocco delle fatture, se dovesse scappargli un: “e chi se ne frega”.
C’è anche da dire che, come ogni donna, non amo essere interrotta. Per tapparmi la bocca prima bisogna passare sul mio cadavere (che poi sarà chiuso in una bara, la quale verrà ricoperta di fiori, posizionata su un carro funebre, tumulata…).



postato da: Yzma alle ore 17:19 | Permalink | commenti (41)
categoria:varie, spiritosaggini, acquisti
martedì, 08 aprile 2008

Ci sono alcuni miei pensieri su Ibrid@menti.

postato da: Yzma alle ore 12:26 | Permalink | commenti (31)
categoria:pensieri, dialoghi
venerdì, 04 aprile 2008

MeMe

Ovvero 6 cose che mi piacciono (catena di jackpatch)
Chi mi conosce dice che mi piace TUTTO e allora sono davvero poche sei cose da elencare (su quello che mi piace potrei fare post fino al duemilaventiquattro). Comunque metterò qui sei delle seimila cose che amo fare, non sono le più importanti, ma hanno un loro peso nel mio modo di essere.

Mi piace:

aspettare una rondine che fa primavera
credere alle intuizioni
rispondere alle domande della risacca, al tramonto
fingermi elefante, per non sentire il morso della mosca
guardare le rose rosse di novembre, nel mio giardino
non lasciar invecchiare gli occhi


Vorrei che il testimone venisse raccolto da ultra50, ma forse l’idea di dover nominare altre sei persone lo annoierà, poi ci sarebbe Joyello, ma non so se gli vada di infilare il cazzeggio tra i suoi post, Median, se dovesse decidere di mollare il punto croce, Sgnapisvirgola, nel caso passasse ad arieggiare il suo blog, latendarossa, se non è troppo preso dal libro al quale mi pare di aver capito si stia accingendo e infine Stefanone, se Giovannino gli darà tregua con la giostra. (Se ne avete voglia, se non siete già stati nominati, senza impegno insomma.)

postato da: Yzma alle ore 13:36 | Permalink | commenti (35)
categoria:varie
martedì, 01 aprile 2008

Investire in dolcezza

Sto leggendo Il diario di Jane Somers, di Doris Lessing. A un certo punto, una delle protagoniste dice
: “So come sono le donne americane. Buone. Come Biancaneve. Generazioni di americane hanno visto Biancaneve e l’hanno scelta come modello. Non fanno che offrirsi di aiutare, premurose, gentili, buone…”
Mi ha fatto pensare al modo di porsi verso gli altri, con apparente disponibilità, che in realtà nasconde un bisogno di controllo. In certi casi infatti può essere un modo come un altro per tenere a bada il proprio dolore, la paura, la rabbia, il senso di vuoto. Quasi come se immergendosi nei problemi altrui si riuscisse a evitare di guardare in fondo a se stessi.
Probabilmente sentirsi in grado di aiutare qualcuno fa sentire forti. Forse protegge dal timore di poter essere in balia degli altri.
Ho riflettuto su questo ma, con qualche distinguo, ho concluso che investire in dolcezza è comunque la scelta migliore. Secondo me c’è una capacità di amore che non è buonismo o sentimentalismo. Non nega la sofferenza e non la teme, sa ascoltare e sa comprendere con grande rispetto. C’è un amore fatto di una tenerezza profonda e chi sa praticarlo lo rivolge prima di tutto verso se stesso. Ci si potrebbe provare, anche se non è facile.
Oggi è il primo aprile, ma lo so bene che amare un pezzetto di mondo non è uno scherzo.

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categoria:amore, riflessioni, donne, vita
venerdì, 28 marzo 2008

Lapsus freudiani

Un sms:

Giulia, amore, arriverò in piazza XY verso le 21. Tuo S.

Lei, che non si chiamava Giulia, fu tentata di rispondere così all'impunito del suo fidanzato:
 

S, spero che il cellulare ti cada in una pozzanghera, rendendoti impossibili ulteriori contatti con la ragazza alfaromeo. Stasera in Piazza XY potrei esserci io. Non avertene a male se mi vedrai disegnata in faccia l’espressione cannibale quando ti farò a pezzi. Cosa vuoi farci, la vita è breve.
Ah, ci tengo anche a farti sapere che mi sono iscritta al poligono di tiro, ma non pensare che da te in poi abbia deciso di sopprimere tutto il genere maschile, no, no. E’ che mia nonna ha rivoluto indietro l’uncinetto e allora non so come occupare il tempo libero.
Quanto a Giulia, mi auguro che i piromani le incendino l’auto. E spero che, mentre sta andando a comprare la bresaola a piedi, precipiti in un tombino aperto. Lo dico per il suo bene, sia chiaro. Meglio avere a che fare con un topo di fogna piuttosto che con te.

Ma poi pensò che il messaggio era troppo lungo, gli sms a puntate, è notorio, sono alquanto fastidiosi. Meglio evitare. Avrebbe potuto scrivere una mail, ma in ufficio era stata al pc per ore, non era decisamente il caso di infierire oltre sulla sua cervicale.
Aprì il frigorifero, prese una pizza e la mise nel forno rinunciando ai suoi propositi carnivori. Del resto aveva, da sempre, una passione per la vegetariana.

postato da: Yzma alle ore 14:24 | Permalink | commenti (49)
categoria:donne, spiritosaggini, fiction, uomini